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giovedì 3 novembre 2016

COMUNICATO N°15 "Una cattedrale nel deserto che pagheremo noi" - tap ha problemi, tap è il problema.



Una cattedrale nel deserto che pagheremo noi e farà godere un dittatore e i governi di lui sudditi.


Da sempre diciamo che TAP è un problema socio economico e, molto dopo, ma solo molto dopo, ambientale.
Osiamo dire che la stessa TAP ha volutamente fatto emergere, ed esaltato, le criticità ambientali per nascondere che cosa realmente E’.

Ci sono stati, da sempre, sistematici attacchi rivolti a noi o verso tutti quelli che si sono opposti alla realizzazione di quest'opera inutile e dannosa ovunque venga realizzata. Un’opposizione nata da uno studio approfondito del progetto, assetto societario e mercati dell'energia. Siamo stati attaccati con diversi epiteti: prima NIMBY, ma siamo riusciti a dimostrare il nostro no incondizionato; quattro ambientalisti ideologizzati, e qui abbiamo dimostrato che TAP a ben poco a che vedere con l'ambiente e che, se si sono bloccati, la colpa è del loro progetto carente in tutti gli aspetti; e le esternazioni di politici come D’alema, Tomaselli, Renzi o il nostro “amicone” Friz Massa. Tutti epiteti arrivati da esponenti politici, che non sono mai riusciti a spiegare la strategicità dell’opera – “è strategica perché differenzia dalla Russia” e l’Azerbaijan subito compra gas russo; “risparmieremo in bolletta, più gas, più concorrenza, meno costi” e anche qui l’errore essendo il costo del gas legato al quello del petrolio in più pagheremo in bolletta il tratto di SNAM, tratto che attraverserà anche le zone colpite in questi giorni dal sisma; “richiesta gas in crescita” quando in verità siamo fermi ai primi del 2000; Per farla breve, e già lo sapete, i nostri politici hanno abbandonato le comunità locali per favorire TAP. –  al confronto di questi politici TAP si è dimostrata un agnellino, spiazzata da un’opposizione pronta a scoperchiare il vaso con documenti e carte. Cosa ci guadagnano i politici nello spalleggiare la multinazionale? Noi una nostra idea l’abbiamo ma vorremmo fosse qualche magistrato dalla vista buona, che riesca a distinguere un cantiere dalla paletta con secchiello di un bambino sulla spiaggia, a indagare e dircelo, ma forse i poteri forti fanno ancora paura. Finiamo questo primo punto parlando ancora dei nostri cari politici. Tutti e dico tutti favorevoli a queste infrastrutture, e non venite a dirci che molti non lo sono perché auspicano lo spostamento e vogliono salvare la bellissima costa di San Foca. Questa posizione non ha mai trovato spazio nei nostri discorsi, nei nostri studi. Chi ha proposto lo spostamento, anche davanti all’evidenza della sua non strategicità, davanti alla mancanza dei diritti umani, difendendo TAP anche davanti alla evidente carenza tecnica del progetto, lo ha fatto per creare caos ed ostilità tra popolazioni, tra provincie. Chi ha auspicato lo spostamento, scusa ancora un’opera che ricadrà sulle tasche dei contribuenti europei e aiuterà a legittimare una dittatura.
foto 1

In Grecia il discorso è uguale, contadini abbandonati a se stessi. Promesse puntualmente disattese da parte dei politici di tutti gli schieramenti. TAP che con la sua arroganza e prepotenza, che abbiamo imparato a conoscere anche qui da noi, entra nelle campagne di contadini addirittura ignari del passaggio del tubo (a testimonianza di ciò abbiamo fotografato un mezzo di Tap sotto sequestro da più di venti giorni). TAP circonda i proprietari sia fisicamente, portando i mezzi a ridosso dei fondi, che psicologicamente, mandando personaggi vicini ai contadini per convincerli a desistere e prendere quell’elemosina offerta loro (stesso sistema viene usato da noi con personaggi della politica locale, che per fini elettorali o per interesse personale, fanno i facilitatori, i moderatori, in antichità si potrebbero considerare sensali, ma tutto a favore di TAP naturalmente). In Grecia i contadini e le associazioni di consumatori aspettano, e lo fanno ormai da due anni, e dovranno aspettare ancora tre mesi perché nuovamente rinviata per la terza volta la seduta, che vengano discussi tre ricorsi (distinti tra gruppi portatori di interesse: comuni, associazioni etc.), contro la procedura di autorizzazione concessa a TAP dal governo. Strano come tutto ciò che riguardi questa Multinazionale trovi analogie nei paesi che attraversa. Anche qui da noi aspettiamo il 30 novembre perché il GIP si pronunci sulla richiesta di archiviazione del PM riguardanti l’inizio lavori (per noi, i vigili urbani, i carabinieri del Noe e per le foto che vi mostriamo, questo inizio lavoro non è mai avvenuto)
foto 2
foto 3
e per la direttiva Seveso, che non si sa bene come mai per questa opera non debba valere. Aspettiamo anche il 30 Gennaio quando in consiglio di stato si discuteranno i ricorsi di Comune di Melendugno, Regione Puglia e Comitato No Tap, sull’iter che ha permesso la VIA e l’Autorizzazione Unica.




Inutile parlare dell’Albania dove è bastata una stretta di mano tra politici e Multinazionale perché tutto andasse liscio, vi invitiamo a studiare la situazione attuale dell’Albania, per capire il perché sia bastato così poco. Basta vedere come è governata e chi realmente gestisce il bene comune, chi è Taçi l’uomo di affari albanese di TAP.


Delle vicende Turche se ne riempiono i giornali, gli affari di Erdoğan con il petrolio ed il gas, la sua guerra ai Curdi e i secolari problemi con gli Armeni (stesso problema azero), lo strano rapporto con l’Isis e gli interessi in Azerbaijan. Solo questo basterebbe a non rendere sicuro il passaggio di un gasdotto (di giorni fa la notizia che un gasdotto turco è stato sabotato dal PKK), solo questo, basterebbe a spingere i governi, che si considerano democratici, a non avere rapporti con la Turchia. Ma cosa pensiamo mai? i nostri governi “democratici” che rinunciano ad avere rapporti con la Turchia? Ma se abbracciano il dittatore Azero vuoi che si preoccupino di Erdoğan? .

Cosa succede in Azerbaijan? In Azerbaijan il presidente Ilham Aliyev, succeduto al padre Heydər Əliyev ex membro del KGB, continua la repressione nel Nagorno Karabakh e rende difficile la vita ai giornalisti indipendenti, senza parlare poi degli attivisti chiusi nelle patrie galere senza possibilità di difesa – un giovanissimo artista è stato condannato a dieci anni di carcere per aver fatto un disegno di protesta sulla statua del presidentissimo, ma naturalmente mica potevano dargli 10 anni per imbrattamento, e no, gli anno dato dieci anni per possesso di droga, notizie false come false sono le accuse per la giornalista Khadija Ismayilova, e tanti altri suoi colleghi giornalisti. La situazione è talmente critica per i diritti umani che

Bayram Mammadov giovane atttivista
Khadija Ismayilova giornalista

Sono stati sospesi i finanziamenti al corridoio sud finché l’Azerbaijan non risolverà i suoi problemi nel campo dei diritti umani.

Come faranno ora gli azeri a portare a compimento la loro opera? Come faranno i politici locali e nazionali a scusare un’opera che non ha nulla di democratico, della sua imposizione e del fatto che non ci sia stata nessuna consultazione con le popolazioni coinvolte? Come faranno i nostri politici a scusare un progetto che non ha nulla di investimenti privati? – secondo noi questo progetto serve a riciclare soldi della dittatura, scusate se siamo franchi ma così sembrerebbe da quello che vediamo, come per esempio la sede di TAP a Baar, famoso paradiso fiscale, indaghiamo anche nel Belize? Mmmm …

Ci dispiace che questo problema dei diritti umani non interessi nessun politico, anzi, abbiamo scoperto che personaggi sono accusati di aver preso delle belle mazzette per nascondere lo stato criminale Azero, l’illustrissimo onorevole Volontè dell’UDC, per esempio. O la madornale svista della buona Emma Bonino dei radicali che recatasi in Azerbaijan non ha detto nulla (ma lei non lottava per i diritti umani?), anzi ha garantito che il TAP si farà. Insomma ci sentiamo circondati da strani personaggi che assecondano la multinazionale ed abbandonano tutte le popolazioni.

Abbiamo intitolato questo comunicato Una cattedrale nel deserto che pagheremo noi e farà godere un dittatore e i governi di lui sudditi, certo e lo ribadiamo, il dittatore ha solo l’interesse nell’investimento, no che l’opera sia finita, a lui interessa ripulirsi la faccia e non solo, CHE GLI FREGA CHE L’OPERA NON SIA FINITA TANTO CI PENSERANNO GLI STATI, ITALIA E GRECIA A DARE LE GARANZIE, CI PENSERA’ SNAM A COPRIRE I DANNI, CI PENSERANNO, INSOMMA, I CITTADINI ITALIANI E GRECI A FAR FARE BELLA FIGURA AL DITTATORE AZERO .
Per quanto riguarda la lobby delle multinazionali ci sarebbe da divertirsi nello scoprire come questi personaggi prima creano le esigenze e nello stesso tempo hanno a loro disposizione i mezzi per contrastarle. Insomma sono sempre loro gli artefici e i risolutori delle crisi in modo da mungere le vacche, e quando le vacche grasse finiscono in una zona, trovano, più in la, altri pascoli.

Vi lasciamo con una esortazione: capiamo che la crisi attanaglia tutti, sappiamo che il ricatto occupazionale è una spada sul collo di tutti noi. Ma ci chiediamo, vale la pena svendersi e lavorare con queste società dai risvolti poco chiari? Vale la pena lavorare con chi calpesta i diritti umani? Vale la pena lavorare con chi si comporta con tanta arroganza e crede di poter compare ogni cosa, anche la vostra dignità?
Non attaccheremo nessuno al palo o alla gogna, è più stile di TAP che nostro, noi ci becchiamo le denunce e tacciamo, sicuri del nostro lavoro sempre puntuale e corretto nell’informazione. BUON LAVORO A VOI ALTRI
 
 
*foto 1 - 17 maggio 2016- un giorno dopo la scadenza dei termini per cantierizzare tap alza una rete, in una zona lontana 4 km da dove realmente dovrebbe iniziare.
*foto 2 -  04 ottobre 2016 ecco cosa resta del "cantiere" visto dal PM e dagli uffici del ministero

mercoledì 21 settembre 2016

COMUNUCATO N°14 - Proprietari terrieri, la signora Bellanova e il sistema Briatore.

COMUNICATO N° 14
Proprietari terrieri, la signora Bellanova e il sistema Briatore.

Partiamo da proprietari terrieri che si trovano sul tracciato: Ci dicono che molti non hanno ricevuto quel “nulla” che TAP ha promesso. In primavera  Bravi di TAP si era presentati nei loro fondi dicendo che ormai il gasdotto si fa, che in Grecia e Albania i lavori sono partiti e che gli toccava prendere quanto la multinazionale ha deciso. Tutte falsità. Il gasdotto è ben lontano dall’essere costruito e solo chi lo favorisce vede, nell’archeologia preventiva, nelle bonifiche belliche  - opere ante operam -  e in una rete rossa di recinzione un inizio dei lavori. Solo chi lo favorisce può auspicarne lo spostamento e così facendo accettarlo anche se non rispetta le regole e si dimostra solo un malaffare ai danni dell'Europa - quindi nostri -.
In Albania e Grecia non è partito nulla, anzi,  hanno seri problemi con i contadini che non hanno nesduna intenzione di rinunciare alla propria terra,nessuna intenzione di svendere il proprio territorio e per questo si sono rivolti agli enti di controllo per avere delle risposte. Questo stesso atteggiamento, ahinoi, non lo abbiamo visto, tranne rare eccezioni, dai nostri contadini e proprietari terrieri i quali hanno svenduto il proprio podere per pochi spiccioli senza informarsi sulla ricaduta che avrà quel tubo nel loro futuro - cari signori vi hanno regalato un bel tubo di cui pagherete le tasse e che dovrete “voi” togliere quando non servirà più, complimenti per l’affare-. ( Leggi l'articolo di ReCommon uscito sul Manifesto).


Cosa dire della signora Bellanova se non che ci dispiace per lo stato della sua memoria? Ci scusi signora ma, a questo punto, siamo seriamente preoccupati per la sua salute.
Qualche anno fa incontrammo, guarda caso in prossimità delle elezioni, la signora in questione. L’incontro avvenne sotto la torre di San Foca. Per noi che da sempre siamo per un no assoluto all’opera ci risulta da sempre difficile incontrare personaggi che accettano infrastrutture come si accetta un cambio di gusto di gelato. Nella discussione, sempre restando favorevole al gasdotto, disse che non poteva essere concepito a San Foca, che la colpa era del governo centrale. Scopriamo, ora che al governo, che la colpa è degli enti locali. non sarebbe forse il caso di sollevarla dagli incarichi di governo data la sua memoria instabile?
(Leggi le dichiarazione della Bellenova).

E passiamo ora al sistema Briatore. Sistema simile a quello di TAP, perché? Semplice. Si tratta di sfruttamento del potere economico a discapito della popolazione. TAP punta suoi soldi, per giunta nostri, per comprare il consenso, comprare la dignità di politici e popolazioni. Fanno tutto ciò dicendoci che è per il nostro interesse in verità è solo una speculazione finanziaria fatta in accordo con il dittatore Azero alle nostre spalle. Per TAP lasceremo territorio, salute e tasse e non riceveremo nulla in cambio. Altro che HUB del gas – che poi il gas dovrebbe arrivare in Austria mica fermarsi qui nel Salento -, saremo un nuovo mondo da colonizzare.
Briatore e i suoi amici miliardari, che farebbero meglio a pagare le tasse - per loro esiste uno sconto su depositi all’estero ed evasione per noi, comuni mortali,  solo EquItalia e pignoramenti – invece di dare pareri e consigli. I locali dei ricchi tolgono bellezza ai territorio: comprano la spiaggia più bella, la scogliera più affascinante, la recintano e la fanno vedere solo a chi dicono loro e poi, come succede per le grandi navi ed i villaggi turistici, l’ospite compra, spende e si diverte all’interno del locale o della nave e finite le vacanze se ne torna a casa, non sia mai si mischi con la plebe. 

Dobbiamo puntare su un turismo ecosostenibile un turismo alla portata di tutti e che rispetti ogni singolo aspetto del territorio e di chi lo abita. Teniamo le orecchie ben tese perché sono personaggi locali quelli che vogliono realizzare un hotel a cinque stelle li dove erano le colonie di Don Alfonso, poi Regina Pacis. Quel luogo per noi dovrebbe tornare ad avere la funzione per cui è stato costruito agli inizi del xx secolo, dare la possibilità a ragazzi molto sfortunati, di passare qualche giorno al mare.
Alziamo la testa e teniamoci stretti i nostri angoli di paradiso, curiamo il nostro futuro e quello che di ci sta a fianco. Informiamoci perché è la nostra vita in ballo. Informiamo perché questa è l’arma che più i potenti temono. Noi dobbiamo essere i potenti perché abbiamo la ragione dalla nostra.
Vogliamo chiudere con le parole di un nostro amico, un giovane sindaco della provincia di Lecce che ringrazia Briatore per il suo intervento:
 "Utile ascoltare Briatore oggi a Otranto! La sua bocciatura del nostro modello turistico è il segno evidente che con le nostre masserie recuperate, i b&b, gli alberghi diffusi nei nostri centri storici e le manifestazioni culturali e musicali di livello sempre più elevato siamo sulla buona strada per raggiungere un'offerta turistica sostenibile, che sia rispettosa dell'ambiente e in sintonia con gli aspetti naturalistici più caratterizzanti! Vogliamo puntare sulla mobilità lenta e vogliamo far godere ai nostri turisti la bellezza e il relax del nostro Salento! Grazie Briatore continua a bocciarci!".

Ps: per i contadini e proprietari terrieri che vedranno TAP passare nelle loro campagne, noi siamo a disposizione per chiarimenti, non è tardi per fermarli, non hanno i requisiti per andare avanti, ci sono molte azioni legali da portare tra cui raccontare all’UE la truffa che stanno portando avanti.


COMUNUCATO N°14 - Proprietari terrieri, la signora Bellanova e il sistema Briatore.

COMUNICATO N° 14
Proprietari terrieri, la signora Bellanova e il sistema Briatore.

Partiamo da proprietari terrieri che si trovano sul tracciato: Ci dicono che molti non hanno ricevuto quel “nulla” che TAP ha promesso. In primavera  Bravi di TAP si era presentati nei loro fondi dicendo che ormai il gasdotto si fa, che in Grecia e Albania i lavori sono partiti e che gli toccava prendere quanto la multinazionale ha deciso. Tutte falsità. Il gasdotto è ben lontano dall’essere costruito e solo chi lo favorisce vede, nell’archeologia preventiva, nelle bonifiche belliche  - opere ante operam -  e in una rete rossa di recinzione un inizio dei lavori. Solo chi lo favorisce può auspicarne lo spostamento e così facendo accettarlo anche se non rispetta le regole e si dimostra solo un malaffare ai danni dell'Europa - quindi nostri -.
In Albania e Grecia non è partito nulla, anzi,  hanno seri problemi con i contadini che non hanno nesduna intenzione di rinunciare alla propria terra,nessuna intenzione di svendere il proprio territorio e per questo si sono rivolti agli enti di controllo per avere delle risposte. Questo stesso atteggiamento, ahinoi, non lo abbiamo visto, tranne rare eccezioni, dai nostri contadini e proprietari terrieri i quali hanno svenduto il proprio podere per pochi spiccioli senza informarsi sulla ricaduta che avrà quel tubo nel loro futuro - cari signori vi hanno regalato un bel tubo di cui pagherete le tasse e che dovrete “voi” togliere quando non servirà più, complimenti per l’affare-. ( Leggi l'articolo di ReCommon uscito sul Manifesto).

Cosa dire della signora Bellanova se non che ci dispiace per lo stato della sua memoria? Ci scusi signora ma, a questo punto, siamo seriamente preoccupati per la sua salute.
Qualche anno fa incontrammo, guarda caso in prossimità delle elezioni, la signora in questione. L’incontro avvenne sotto la torre di San Foca. Per noi che da sempre siamo per un no assoluto all’opera ci risulta da sempre difficile incontrare personaggi che accettano infrastrutture come si accetta un cambio di gusto di gelato. Nella discussione, sempre restando favorevole al gasdotto, disse che non poteva essere concepito a San Foca, che la colpa era del governo centrale. Scopriamo, ora che al governo, che la colpa è degli enti locali. non sarebbe forse il caso di sollevarla dagli incarichi di governo data la sua memoria instabile?
(Leggi le dichiarazione della Bellenova).
E passiamo ora al sistema Briatore. Sistema simile a quello di TAP, perché? Semplice. Si tratta di sfruttamento del potere economico a discapito della popolazione. TAP punta suoi soldi, per giunta nostri, per comprare il consenso, comprare la dignità di politici e popolazioni. Fanno tutto ciò dicendoci che è per il nostro interesse in verità è solo una speculazione finanziaria fatta in accordo con il dittatore Azero alle nostre spalle. Per TAP lasceremo territorio, salute e tasse e non riceveremo nulla in cambio. Altro che HUB del gas – che poi il gas dovrebbe arrivare in Austria mica fermarsi qui nel Salento -, saremo un nuovo mondo da colonizzare.
Briatore e i suoi amici miliardari, che farebbero meglio a pagare le tasse - per loro esiste uno sconto su depositi all’estero ed evasione per noi, comuni mortali,  solo EquItalia e pignoramenti – invece di dare pareri e consigli. I locali dei ricchi tolgono bellezza ai territorio: comprano la spiaggia più bella, la scogliera più affascinante, la recintano e la fanno vedere solo a chi dicono loro e poi, come succede per le grandi navi ed i villaggi turistici, l’ospite compra, spende e si diverte all’interno del locale o della nave e finite le vacanze se ne torna a casa, non sia mai si mischi con la plebe. 

Dobbiamo puntare su un turismo ecosostenibile un turismo alla portata di tutti e che rispetti ogni singolo aspetto del territorio e di chi lo abita. Teniamo le orecchie ben tese perché sono personaggi locali quelli che vogliono realizzare un hotel a cinque stelle li dove erano le colonie di Don Alfonso, poi Regina Pacis. Quel luogo per noi dovrebbe tornare ad avere la funzione per cui è stato costruito agli inizi del xx secolo, dare la possibilità a ragazzi molto sfortunati, di passare qualche giorno al mare.
Alziamo la testa e teniamoci stretti i nostri angoli di paradiso, curiamo il nostro futuro e quello che di ci sta a fianco. Informiamoci perché è la nostra vita in ballo. Informiamo perché questa è l’arma che più i potenti temono. Noi dobbiamo essere i potenti perché abbiamo la ragione dalla nostra.
Vogliamo chiudere con le parole di un nostro amico, un giovane sindaco della provincia di Lecce che ringrazia Briatore per il suo intervento:
 "Utile ascoltare Briatore oggi a Otranto! La sua bocciatura del nostro modello turistico è il segno evidente che con le nostre masserie recuperate, i b&b, gli alberghi diffusi nei nostri centri storici e le manifestazioni culturali e musicali di livello sempre più elevato siamo sulla buona strada per raggiungere un'offerta turistica sostenibile, che sia rispettosa dell'ambiente e in sintonia con gli aspetti naturalistici più caratterizzanti! Vogliamo puntare sulla mobilità lenta e vogliamo far godere ai nostri turisti la bellezza e il relax del nostro Salento! Grazie Briatore continua a bocciarci!".

Ps: per i contadini e proprietari terrieri che vedranno TAP passare nelle loro campagne, noi siamo a disposizione per chiarimenti, non è tardi per fermarli, non hanno i requisiti per andare avanti, ci sono molte azioni legali da portare tra cui raccontare all’UE la truffa che stanno portando avanti.


mercoledì 10 agosto 2016

COMUNICATO N°13 – AUTORIZZAZIONI SCADUTE – lo dice il ministero –



COMUNICATO N°13 – AUTORIZZAZIONI SCADUTE – lo dice il ministero – PUBBLICITA’ INGANNEVOLE.

Con questo comunicato volevamo rispondere alla pubblicità/articolo di quattro pagine uscito sul Quotidiano di Puglia. Volevamo rispondere al sig. Elia che mente sapendo di mentire e dimostra di non conoscere nulla del progetto e della popolazione salentina. Dedicheremo, invece, questo comunicato allo stato dell’opera, del suo iter e delle sue autorizzazioni, per noi e per il comune, ormai scadute. A voi basti sapere che: di gasdotti come TAP, che hanno avuto problemi di sicurezza, c’è ne sono stati, se qualcuno ha voglia di informarsi saremo ben lieti di aiutarlo; i lavori in Albania e Grecia non sono iniziati, si parte dal microtunnel nel Salento e poi a ritroso fino alla fonte; che in Grecia i contadini si lamentano e non poco. Vi basti sapere che: chi lavora per TAP se la ragiona bene prima di entrare a Melendugno e nessuno li ha mai visti girare per un caffè. Forse incontrano solo chi si è venduto a loro, non certo la popolazione, che forse sembrerà rassegnata ma di certo ha capito che il gasdotto è un danno su vari livelli e lo accetta solo perché imposto, alla faccia della democrazia, sig. Elia siete talmente ben accetti che la presentazione dei lavori l’avete svolta a Bari. Continuiamo nel dirvi che i proprietari terrieri  sono stati costretti a lasciare a TAP le loro campagne, escluso chi precedentemente con la multinazionale ha trovato intese, non scritte? Da premettere che chi si è opposto, portando gli avvocati e periti agrari, non è stato ancora liquidato e vede operai di TAP entrare nel propri fondi. E non finiscono qui le barzellette. Elia ci parla di posti di lavoro con TAP, Russo, il precedente Country Manager, parlava di 2.170 posti (1), ora, secondo il grandioso Elia, siamo a 200 cominciano ad avvicinarsi alla verità? E che dire delle tasse che dovrebbe lasciare al piccolo paese salentino? Bene,  si perdono nella legge di stabilità 2015 (2). Elia continua e, da proponente della bellissima opera, passa a professore bacchettone dicendoci che dai, orsù, il tratto italiano di TAP è solo l’1% dell’intero progetto, dai non fate i bambini, fatecelo fare. Caro Dottore, fosse anche un decimale, ma fatto male, noi non lo faremo passare, le leggi, e tutti gli iter connessi, vanno rispettati, caro dottore, finora siete andati avanti grazie a favori e aggiustamenti nelle stanze di governo. Poi ci dice di stare tranquilli che, grazie a questo progetto pensato male e progettato peggio, potremo fare tante belle iniziative con il nuovo giochino che si sono inventati. StarTAP finanzierà progetti per la pulizia del mare con le cooperative di pescatori?  Perché? Perché sarà quello il loro vero lavoro dopo che arriverà TAP, gli spazzini del mare? Come successo alla flotta di pescherecci di Gela? Perché? Perché così riuscirete a risarcire i danni di 4 anni fa?
Avremmo voluto approfondire tutte quelle pagine pubblicitarie uscite sul Quotidiano di Puglia, ma non lo faremo per due ragioni: chi ci segue ha capito come agisce TAP e chi lo asseconda accettando i suoi soldi; il progetto è inutile ovunque venga concepito, ovunque venga fatto, nessuna iniziativa privata ma questa multinazionale prenderà soldi dall’Europa e dalla Stato Italiano, pagheremo noi tutta l’infrastruttura di Snam.
Avremmo voluto e un poco lo abbiamo fatto ma ora vi lasciamo al nostro comunicato sugli ultimi avvenimenti e sulla nostra conferenza stampa in cui abbiamo spiegato come le Autorizzazioni di TAP siano tutte scadute. Come risposta abbiamo avuto una rassicurazione dall’ufficio stampa della multinazionale che loro sono giornalmente in contatto cordiale con gli uffici dei ministeri per appianare le divergenze e trovare soluzioni. A voi forse rassicurano queste espressioni a noi fanno paura perché, come abbiamo sempre pensato, TAP e ministeri vanno a braccetto, tanto che a volte sembrano le stesse persone.

COMUNICATO dopo la nostra CONFERENZA STAMPA
 “AUTORIZZAZIONI SCADUTE”

Ora parliamo di autorizzazioni, o meglio di autorizzazioni che non ci sono. Il Comitato, nei giorni scorsi, ha tenuto una conferenza stampa far conoscere l’attuale stato del progetto TAP. Ormai da anni diciamo che i permessi sono evidentemente fallati sotto il profilo amministrativo ma anche sotto quello tecnico. E’ il caso di dire che ora tutti i nodi vengono al pettine.
Abbiamo sempre dimostrato la non strategicità dell’opera, la sua inutilità, non mollando mai il tiro sull’aspetto tecnico e amministrativo, studiando il progetto ed il suo iter. Per questo abbiamo da sempre denunciato che le modalità usate da TAP rendevano non fattibile il progetto. Di queste modalità, ora, anche il ministero dell’Ambiente sta chiedendo conto.

La cosa evidente è che i lavori sarebbero dovuti iniziare entro il 16 maggio scorso:  secondo TAP e il Ministero dello Sviluppo Economico questo è accaduto; secondo  il Comitato NO TAP, il Comune di Melendugno, con il suo ufficio tecnico, e il Ministero dell’Ambiente NO.

Il nodo principale sono le prescrizioni “ante operam” (prima dell’opera). Come fanno i lavori a essere iniziati se il ministero dell’Ambiente chiede da 2 anni la produzione di un progetto esecutivo?

La risposta è semplice, i lavori non sono iniziati. Non siamo ancora nella fase di costruzione e quindi si è superato il limite massimo imposto dalla UE per l’avvio dei lavori.

A 2 anni di distanza dalla VIA (valutazione d’impatto ambientale) è chiaro che il percorso non è proprio positivo come invece viene pubblicizzato dall’ufficio stampa di TAP. Entrando nel dettaglio i punti venuti a galla in questi giorni sono: il ministero dell’ambiente ha chiesto l’allungamento del microtunnel, dai 1485m originali bisognerebbe arrivare a 1610m, per poter superare la prateria di Cymodocea. Essendo il microtunnel la parte tecnicamente più delicata, costosa e impattante per l’ambiente, questa richiesta prevede una pesante rimodulazione del progetto esecutivo. A questa richiesta (prescrizione A6b) TAP ha risposto che le difficoltà tecniche porterebbero la realizzazione del microtunnel fuori dalle tecnologie standard.
La CTVIA dal conto suo, con il parere 1942, ha confermato il quadro prescrittivo, imponendo, ma non ancora ottenendo, la riprogettazione;
Il secondo punto è consequenziale, ma con risvolti grotteschi. 


Il ministero fa notare a TAP che non solo il microtunnel è corto ma che anche le prospezioni geologiche a mare non sono presenti tra gli elaborati. TAP infatti, ha si presentato un progetto esecutivo del microtunnel (prescrizione A3), ma, e qui c’è dell’assurdo, con mappe e coordinate fornite dalla stesse multinazionale si evince che le prospezioni depositate sono le stesse del 2012 e riguardano Punta Cassano e non la Spiaggia di San Basilio. Per inteso questo riguarda solo il tratto a mare del famigerato microtunnel, il tratto a terra è decisamente più “limpido”.



Dalla documentazione che riguarda questo tratto si evince che TAP non sa cosa c’è sotto la pineta e la duna, o meglio rileva “anomalie geologiche”. Verosimilmente, il tratto a terra del microtunnel è funestato da cavità carsiche tipiche di questo territorio che mal si conciliano con un opera ingegneristica del genere.


Con questo quadro desolante è corretto parlare di permessi in regola? di tempistiche rispettate?
A nostro parere i lavori non sono cominciati e i permessi sono scaduti, ammesso si voglia rimanere nella legalità e nella ragionevolezza.

-          1 -  http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/477841/-il-gasdotto-tap-portera-in-puglia-oltre-500-mln-.html
-          2 -  http://www.ipsoa.it/documents/fisco/tributi-locali/quotidiano/2015/11/12/legge-di-stabilita-2016-imu-cambiano-le-regole-per-gli-imbullonati