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lunedì 5 dicembre 2016

L'Alleato Azero - grafic novel - diritti umani - Roma e Rasul

Martedì 6 dicembre, doppio appuntamento salentino per la presentazione della grafic novel "L'Alleato Azero" - ore 18:30 Ergot Lecce e dalle 21:00 sala convegni scuole medie Melendugno con una collettiva di artisti e Musica. a fine articolo la locandina dell'evento.
Il Comitato era presente alla prima a Roma ecco il nostro reportage.



Rasul Jafarov - foto: Carlo Dojmi Di Delupis
Rasul è ancora un ragazzo, ha gli occhi svegli ed ha la voce pacata. Lo potresti incontrare in una qualsiasi libreria, in un concerto o nelle aule dell’università e si confonderebbe tranquillamente tra i ragazzi della sua età. Rasul ha 31 anni ma ha vissuto già una vita intera ed è pronto a viverne altre. Rasul parla, lento, rispettoso, risponde a tutto e a tutti. Rasul non dice mai di odiare, non ha rancora, non sa cosa sia, Rasul ama il suo paese. Rasul è un avvocato. Le sue parole sono un pugno allo stomaco, quelle parole d’amore per la sua terra sono in contrasto con ciò che il suo corpo ha vissuto. Da Rasul possiamo solo imparare.
Grazie Rasul.


foto: Carlo Dojmi Di Delupis
Vale la pena barattare il nostro benessere, la nostra tranquillità di avere un continuo rifornimento energetico, il nostro posto sotto il sole della globalizzazione, con i diritti umani? Sia chiaro, questa domanda vale per tutti i nostri bisogni e per tutti quei paesi a cui ci affidiamo per la nostra sicurezza energetica e non solo ( ci siamo mai fermati a riflettere,per esempio sulla materia di cui è composto il nostro telefono che stringiamo ora in mano? Bene è composto da coltan un minerale che costa fatica e morte per pochi dollari al giorno nelle miniere africane ).
Ma siamo sicuri poi, che questo benessere, questo bisogno continuo di "rifornirci", sia reale e necessario? Ci soffermiamo mai a chiederci se tutte le mostre scelte non ricadano, in negativo, sul nostro vicino? Un esempio di ciò che dico è proprio la nostra lotta al TAP: ci dicono che è strategico ed importante, ma non ci dicono perché; quando lo si chiede rispondono che serve al fabbisogno energetico europeo, poi vediamo che le stime di richiesta del gas sono in calo dal 2003; poi ci viene detto che serve a differenziarci dalla Russia e scopriamo subito dopo che L’Azerbaijan, padrona del TAP, acquista il gas dalla Russia sua “rivale”. Bisogna stare molto attenti a come ci fanno vedere le cose, su cosa ci propinano per il “nostro benessere”, come le votazioni per la riforma costituzionale che si stanno svolgendo mentre vi scrivo: ci dicono che è per il cambiamento ma in verità è per dare più potere alle multinazionali.

Ieri siamo stati a Roma dove, in occasione della presentazione della grafic novel "L'Alleato Azero - gas petrolio contro diritti umani -" (Re:Common ed. Round Robin ) si è parlato di questo e molto altro, e quell’altro sono i diritti umani violati in un paese partner dell’Italia come è l’Azerbaijan.

In un pomeriggio freddo di inizio inverno romano, abbiamo potuto partecipare a due bellissimi momenti della presentazione di questo libro che ci riguarda molto da vicino. Siamo stati disegnati  in questa storia che parla di diritti umani e del caso della giornalista Azera Khadija Ismayilova.
Il primo di questi momenti è avvenuto presso la FNSI (federazione nazionale stampa italiana) in una stanza gremita di giornalisti di tutte le testate, esclusi i signori di Rai e Fininvest, strano, ma nessuna sorpresa.
Claudia Giuliani, Luca Manes, Elena Gerebiza, Round Robin ed., Rasul Jafarov  foto: Carlo Dojmi Di Delupis
Raffaele Lorusso – Segretario Generale FNSI- , ha dato il benvenuto, illustrato l'iniziativa e parlato di diritto di stampa ed informazione. Immediatamente dopo è stata la volta della presentazione della Grafic Novel, a parlarcene chi ha scritto il testo e curato tutto l'aspetto creativo dell'opera, Luca Manes ed Elena Gerebizza di Re:common che da anni ci affianca nella lotta all'opera inutile della multinazionale. La grafic non parla solo di TAP e comitato ma soprattutto racconta la storia e la violazione dei diritti umani sul popolo azero e in particolare di Kadija Ismayilova; ci hanno raccontato come è stato difficile incontrarla, il loro lavoro e quello di Kadija in un paese sotto dittatura. La storia della giornalista è stata confermata dal Portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury invitato alla conferenza stampa per illustrare le condizioni dei diritti umani in questo paese ex sovietico. Lo spaccato che ne viene fuori è tutt’altro che tranquillizzante con nuove leggi, in quel paese già mortificato, che accentrano ancora di più il potere nelle mani del presidente Ailyev, come se ce ne fosse bisogno, ed aumenta la repressione nella repubblica caspica, per buona pace dei due troll in carne ed ossa mandati in conferenza da Azerbaijan e, probabilmente da TAP, a difendere l’Azerbaijan e gli interessi del suo presidente, descrivendo questo paese, che vive su gas e petroli, come una delle migliori democrazie presenti e che molti dovrebbero prendere ESEMPIO da loro. Ci sono stati attimi di tensione grazie a questi signori, ma la preparazione e la calma degli oratori ha portato il sereno ed azzittito quelle voci mandate a disturbare.
Non erano presenti solo questi troll, questi personaggi mandati a fare scompiglio, in sala era presente anche il console dell’ambasciata Azera mandato a registrare e controllare il nostro amico Rasul Jafarov avvocato che ha subito, e subisce tutt’ora, la ferocia di una nazione che si definisce democratica. C’erano anche alcuni Armeni, questo a dimostrazione di come è complesso e articolato il problema Azerbaijan e di conseguenza il problema TAP. Ci sarebbe da dire tanto su Rasul, un ragazzo di 31 anni, un avvocato che paga il suo impegno per i diritti umani nel suo paese, un ragazzo che, nonostante le pressioni in quella sala, riesce a stare calmo, posato, educato, risponde a tutte le domande con rispetto, anche quando quelle domande sono fatte per mettere paura. Un ragazzo fatto presto uomo, altri alla sua età stanno cercando di laurearsi lui fa già esperienza sulla sua pelle. Ha subito l’incarcerazione per 18 mesi, ma a lui è andata bene. Le storie di Rasul e di moltissimi altri dissidenti del regime, le potete leggere nei rapporti di Amnesty International e di seguito inseriremo un rapporto dello stesso Rasul. Rasul è una persona da cui imparare tanto.

Marco Santoro Verri Comitato No Tap -foto: Carlo Dojmi Di Delupis

Il pomeriggio si è concluso con la presentazione del libro presso la Libreria Del Viaggiatore, casa dell’editore della grafic Round Robin. Una situazione più familiare più accogliente e dove, dopo le presentazioni e i saluti, abbiamo potuto conosce chi la disegnatrice della grafic Novel, Claudia Giuliani, una ragazza di 22 anni già alla sua seconda esperienza con questa nuova forma di letteratura e con re:common.
Gianluca Maggiore Comitato No Tap - foto: Carlo Dojmi Di Delupis
In un ambiente, come dicevamo più amichevole e cordiale, ci è stata data la possibilità di parlare di noi e del TAP, far conosce ancora una volta questo progetto inutile, ma soprattutto, ed era normale fosse così, abbiamo parlato di repressione, anche se ancora velata, quella repressione  CHE noi  sentiamo, anche se non ai livelli, e speriamo non arrivi mai, subita dai nostri amici Azeri. Il discorso, inevitabilmente, è finito sul discorso referendario, una modifica della costituzione che darà, guarda caso, più poteri al governo su scelte di natura energetica. Una riforma che non aiuta le popolazioni a le multinazionali.
La costituzione va rispettata non cambiata.



video
Questo è l'intervento di Rasul presso FNSI

Qui di seguito avremmo voluto mettervi alcuni link di attivisti azeri condannati ma ci è impossibile, molti di questi sono stati rimossi
Qui la storia di due ragazzi che rischiano dieci anni per aver fatto una scritta sulla statua del padre del presidente, ma naturalmente non potevano essere accusati di imbrattamento quindi rischiano dieci anni per possesso di droga. (?) a breve speriamo di pubblicare il dossier di Rasul -


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